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La Storia

L'attuale Comune di Casalino comprende anche le frazioni di Cameriano, Orfengo, Ponzana, tutte dese di insediamenti umani già nell'età più antica e caratterizzati nell'età medievale da vicende diverse: ad esempio Casalino fu possesso dei Pono, feudo dei Crotti dal secolo XIV fino al 1651, proprietà dei Leonardi dal 1731 mentre Cameriano, al termine della guerra di Giovanni II il Paleologo, rimase fra i possedimenti della città di Novara.
L'ipotesi più accreditata sull'origine del nome di questo paese possa attribuirsi a monsignor Ferraris, il quale la propone come diminutivo di Casale, datato attorno all'anno mille, luogo d rifugio nella piana fra Novara e Vercelli, insalubre per paludi e boscaglie.
Proprio in questo luogo, presso l'oratorio di San Pietro, allora Parrocchiale, fu conclusa la pace fra novaresi e vercellesi il 24 maggio 1194.
A ricordo di questo fatto fu dipinto un affresco, un San Pietro con tiara e un Sant'Eusebio.
Don Tino Temporelli, nel suo studio su Casalino, riporta un documento del 1492, citato anche dall'Andenna, che descrive l'insediamento come luogo "formato dalla villa, dal borgo vecchio e dal castello, in cui si distingueva il nucleo più recente e maggiormente solido della rocca.
Villaggio e borgo erano cinti da un fossato comune, detto anche fossatum Cassalini, mentre, sia il castello, sia la rocca, erano attorniati da fosse di difesa.
Due chiese parrocchiali, San Pietro e Sant'Andrea, guardavano da poli opposti la fortezza; poi, oltre i valli di difesa, le rogge tras portavano le acque ai mulini, posti in derivazione del piccolo torrente Agognola".
Casalino fu feudo della famiglia Crotti, di origine lombarda, sino a quando, nel 1651, giunsero gli spagnoli.
Il vescovo Bascapé nel 1596 visitò la chiesa Parrocchiale sotto il titolo di Santa Maria, distinta da quella cimiteriale di San Pietro.
Allora la Parrocchia era composta da 100 famiglie per un totale di 500 anime.
Dalla visita del Bascapé si possono sintetizzare tre punti essenziali relativi agli edifici religiosi:
- la chiesa di San Pietro, ora presso il cimitero e considerata oggi co-parrocchiale era un tempo l'unica chiesa Parrocchiale;
- la chiesa Parrocchiale di Santa Maria, un tempo pievana, era in fase di ampliamento;
- vi era una chiesa nel castello dedicata a Sant'Andrea.
Oggi fa parte del territorio comunale di Casalino anche il centro di Cameriano.
L'area di Cameriano con la vicina Ponzana fu abitata già in epoca romana: lo testimoniano urne cinerarie e monete oltre ai resti di un edificio romano. La località comincia ad essere citata in carte dell'Archivio di Santa Maria di Novara a partire dalla fine del X secolo.
Molto probabilmente la comunità continuò a vivere per tutta l'età romana ed il medioevo.
Attorno all'anno mille esisteva il "castrum" e Giancarlo Andenna scrive che era abitato anche da un tale Sendico, noto per aver donato ai canonici di Santa Maria di Novara un manso vicino alla località di Cameriano.
Grazie a questo documento si sa che vi era un sistema di pluricoltura in cui prevale- vano i cereali rispetto a prati e vigne.
Nella chiesa pievana di Santo Stefano, diversa dall'omonima chiesa del castello, nell'anno 1199 si incontrarono i rappresentanti di Novara e Vercelli per accordarsi sulla spartizione degli abitanti di Biandrate.
Pieve e fortezza erano sulla "strada Vercellensis", via di comunicazione che congiungeva Vercelli con Milano passando da Novara.
Novara, già nel 1254, aveva esteso il suo dominio sulla comunità, ma Cameriano si lamentava delle tasse imposte che, sommate alla guerra combattuta da Novara, causavano l'allontanamento delle persone dal borgo.
Alla metà del XIV secolo il castello era ancora funzionante e racchiudeva la chiesa di Santo Stefano, presso la quale era stata costruita la casa per il rettore.
Il complesso pievano, composto da chiesa, battistero e case canonicali veniva fornito di fossato per difendersi dai "malintenzionati", poichè pievano e chierico che vi abitavano si sentivano insicuri.
Nel 1362 Cameriano e Casalino erano sotto il controllo delle truppe di Giovanni II il Paleologo che considerava i due centri fortificati utili dal punto di vista strategico.
Al termine della guerra Cameriano rimase a Galeazzo Il e fu inserito nella circoscrizione amministrativa rurale di Novara.
Il dominio visconteo durò sino alla morte di Gian Galeazzo; nel 1402 Cameriano cambiò ancora più di un padrone sinchè, nel 1442, il duca di Milano diede in dote a Bianca, figlia di Lancillotto Visconti, la terra di Cameriano con il diritto di riscuotere le imposte ed amministrare la giustizia.
La concessione dei diritti fu rinnovata e rimase agli eredi di Bianca sino all'avvento degli spagnoli, i quali richiesero, nel 1561, la dimostrazione legale del possesso.


I Documenti Artistici

Sul territorio di questo Comune, a Ponzana, si erge maestoso il castello e testimonia la presenza dell'insediamento sacro la romanica chisa di San Pietro a Casalino.
Perduti sono invece quasi tutti gli altri edifici religiosi, ancora segnalati nelle visite pastorali del Bascapè e del Taverna come la chieda di Santo Stefano e la chiesa di San Giovanni Battista con i resti di un antico battistero a Cameriano, o, a Ponzana, l'oratorio di San Martino e l'antica pieve di Santa Maria demolita nel 1846.


Tratto da:
Storia e Documenti Artistici del Novarese
Paesi fra le Risaie - Vol.29
Provincia di Novara
Assessorato alla Cultura e ai Beni Culturali - 2004
Testi parte storica: Antonello Rizzi





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